Concorso docenti 2027: il bando ordinario è atteso a novembre. Requisiti, posti e prove
In breve
- Il prossimo è un concorso ordinario, non più legato al PNRR: il bando non è ancora uscito e la stampa specializzata lo attende per novembre 2026.
- Il 5 ottobre il Ministero ha chiesto alle scuole di censire e collaudare le aule informatiche per le prove (nota prot. 8087), entro il 31 ottobre: è il segnale che il bando si avvicina.
- Si parla di circa 30.000 posti, da confermare; secondo altre anticipazioni le procedure saranno mirate alle regioni e alle classi in cui le graduatorie sono vuote.
- Per la secondaria servono laurea coerente con la classe di concorso e abilitazione (percorso da 60 CFU). I vincitori entrano in ruolo dal 1° settembre 2027.
Chi vuole entrare di ruolo nella scuola nel 2027 ha un appuntamento da segnare: il nuovo concorso docenti ordinario. Il bando non è ancora stato pubblicato, ma nei primi giorni di ottobre 2026 sono arrivati i primi segnali concreti dal Ministero dell’istruzione e del merito. Ecco cosa sappiamo al 9 ottobre 2026, cosa è ufficiale e cosa è ancora un’ipotesi.
A che punto siamo
Il ciclo dei concorsi legati al PNRR si è chiuso: l’ultimo, il cosiddetto PNRR3, era stato bandito il 10 ottobre 2025 e le immissioni in ruolo per il 2026/27 sono già state fatte. Il prossimo concorso sarà quindi un concorso ordinario, la procedura «a regime» prevista dalla riforma del reclutamento.
Il segnale più concreto è una nota del Ministero del 5 ottobre 2026 (prot. 8087): chiede a tutte le scuole di censire e collaudare le aule informatiche da usare per le prove dei concorsi del 2026/27. Le scuole hanno tempo dall’8 al 31 ottobre per farlo sulla piattaforma ministeriale delle prove. Il 31 ottobre è una scadenza per le scuole, non per chi vuole partecipare: le domande dei candidati si presenteranno solo dopo l’uscita del bando.
Quando esce il bando
Una data ufficiale non c’è. Le principali testate di settore, guardando i tempi del concorso precedente e la ricognizione delle aule appena partita, collocano il bando a novembre 2026, con le prove tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027. Chi vince entra in ruolo dal 1° settembre 2027, cioè dall’anno scolastico 2027/28.
Quanti posti
Qui le informazioni sono meno solide, e vanno lette con cautela:
- un anno fa il Ministero è stato autorizzato a reclutare con concorso fino a 58.135 docenti nel triennio 2025/26-2027/28 (50.866 su posto comune e 7.269 sul sostegno);
- per il nuovo bando Tuttoscuola stima circa 29.695 posti tra infanzia, primaria, secondaria e sostegno: una cifra da confermare;
- secondo un’anticipazione riportata dalla Tecnica della Scuola, non ci saranno più i grandi «concorsoni» annuali, ma procedure mirate dove le graduatorie sono vuote o poco capienti, cioè in alcune regioni e per alcune classi di concorso.
In pratica: il numero dei posti e la loro distribuzione tra regioni e classi di concorso si conosceranno solo con il bando. Se le procedure saranno davvero mirate, conterà molto la classe di concorso per cui si ha il titolo.
Chi può partecipare
I requisiti sono quelli del concorso ordinario e, salvo novità nel bando, non dovrebbero esserci le scorciatoie dei concorsi PNRR.
| Posto | Cosa serve |
|---|---|
| Scuola secondaria (classi A) | Laurea che dà accesso alla classe di concorso e abilitazione sulla classe (percorso da 60 CFU) |
| Insegnanti tecnico-pratici (classi B) | Il diploma previsto dalla tabella della classe vale come titolo di accesso per i concorsi banditi entro il 31/12/2027 (proroga del decreto-legge 170/2026): conta cosa dirà il bando |
| Infanzia e primaria | Laurea in Scienze della formazione primaria oppure diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/02 |
| Sostegno | Specializzazione sul sostegno per il grado di scuola |
Le vie transitorie usate negli ultimi anni (partecipare con 30 CFU del percorso abilitante, con 24 CFU conseguiti entro il 31/10/2022 o con tre anni di servizio) erano legate alla fase PNRR e, secondo le anticipazioni, non dovrebbero tornare. Chi non ha ancora l’abilitazione deve quindi guardare ai percorsi da 60 CFU (o da 30 e 36 CFU nei casi previsti), i cui nuovi bandi universitari sono attesi per l’anno accademico 2026/27.
Il primo passo resta però il titolo di accesso: la laurea deve essere tra quelle previste per la classe di concorso, spesso con un numero minimo di crediti in determinati settori. Puoi verificarlo con il nostro strumento Concorso docenti: posso partecipare con la mia laurea?, che confronta il tuo titolo con le tabelle ufficiali di tutte le classi di concorso.
Come sono le prove
Il concorso ordinario segue il regolamento del 2023 (DM 205 del 26/10/2023), già usato nei concorsi degli ultimi anni:
- prova scritta al computer: 50 quesiti a risposta multipla (quattro opzioni, una sola giusta) in 100 minuti, soprattutto su pedagogia, psicopedagogia e didattica, più alcune domande di informatica e di lingua inglese (le materie della classe di concorso si portano all’orale); negli ultimi concorsi si superava con almeno 70 punti su 100;
- prova orale: al massimo 45 minuti, sulle materie della classe di concorso, con progettazione di un’attività didattica e una lezione simulata; anche qui la soglia era di 70 su 100;
- valutazione dei titoli: abilitazioni, servizio, altri titoli di studio e certificazioni, secondo la tabella del bando. La tabella sta cambiando: il 7 ottobre 2026 il CSPI ha approvato la nuova tabella dei titoli, con 15 punti per un concorso già superato e 3 punti per ogni anno di servizio.
Il bando potrà precisare o modificare questi dettagli, quindi conviene ripassarli quando uscirà.
Cosa fare adesso
- Controlla il titolo di accesso per la classe di concorso che ti interessa, con la verifica dei requisiti per il concorso o partendo dall’elenco delle classi di concorso.
- Se ti mancano CFU, puoi recuperarli con esami singoli prima del bando: la pagina «Come arrivare alla cattedra» di ogni classe (per esempio A-12, discipline letterarie) indica cosa manca e come recuperarlo.
- Se non hai l’abilitazione, informati sui percorsi da 60 CFU dell’anno accademico 2026/27.
- Comincia a studiare per lo scritto: la parte comune (pedagogia, didattica, normativa, informatica, inglese) vale per tutte le classi di concorso.
- Segui il bando: lo pubblicherà il Ministero dell’istruzione e del merito. Aggiorneremo questo articolo appena uscirà.